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martedì 29 giugno 2010

Sarah e i suoi quadri, finalmente a casa!




Dopo le tappe in nord Italia di Como e Milano, finalmente Sarah Nile il 20 giugno ha portato le sue opere a Napoli, la sua terra natale.


Anche in questa occasione, come lo fu a Milano, la location prescelta è stata l'atelier Chateau d'Ax, Largo Lala 19,


Sarah è arrivata intorno allo 17:15, ad accoglierla, incuranti della pioggia e del vento, gli infaticabili sognatori e fan, giunti per l’occasione da tutta la Campania, ma anche da Roma e addirittura qualcuno anche dalla Sicilia.


Vediamo una Sarah in tenuta sportiva, pantaloni militari, canottiera verde e infradito, bellissima e in perfetto Nile-Style, anche così. Dopo i saluti e scambi di battute con i presenti, si è messa personalmente a sistemare i quadri sui cavalletti, sottolineando ancora una volta, come se ce ne fosse bisogno, la sua umiltà e l’attaccamento alle sue opere, in più di un’occasione ha spiegato che sono una parte di lei, in quanto è il frutto dell’espressione unica di un’emozione, causa ed effetto dell’ispirazione dello stesso.


Dopo aver posizionato i quadri, all’interno dell’unica sala a disposizione, non molto grande, ma abbastanza sufficiente per accogliere (anche se a gruppetti) i numerosi visitatori accorsi per ammirare le opere della Nile, la Deah, dopo una breve “sparizione”, “riappare” in tutto il suo splendore, con un abito mozzafiato di color verde, pronta ad accogliere alle 19:00 i tanti che già da due ore, sotto la pioggia, erano fuori ad attendere.


Vedendo fuori allo Chateau d’Ax, un bel numero nutrito di persone, molti abitanti della zona, incuriositi, sono accorsi addirittura dai palazzi circostanti il luogo della mostra. Appena capito di cosa si trattava, si sono messi in fila insieme agli affezionati già presenti, in attesa di poter vedere, anche loro, il lato artistico della ventiquattrenne partenopea.


Alla mostra sono arrivati inevitabilmente moltissimi amici di Sarah e non potevano assolutamente mancare papà Nile (Ivan), anche se non si è potuto trattenere a lungo, mamma Patrizia con il fratellino Federico e l’ormai famosa Missia Nile, che grazie ai “fans” di Sarah, ora ha anche lei la sua fan-page su Facebook. Grazie alla sua collaborazione insieme con i loro affezionat, sono riusciti ad organizzare una riuscitissima sorpresa per Sarah.


Nel bel mezzo della manifestazione, molti partecipanti si sono ritrovati intorno alla Deah con un pacco regalo. Sarah era visibilmente emozionata, per sciogliersi poi in un’ entusiasmante sorriso quando davanti ai suoi occhi si è materializzato uno splendido casco da moto (sappiamo quanto Sarah ami andare in moto) rigorosamente personalizzato, con parole che ormai caratterizzano il “vocabolario” di Sarah e i suoi, ormai, amici!


I partecipanti al regalo, non tutti a dire il vero (purtroppo nello spazio adibito alla mostra si può entrare pochi per volta e per un breve periodo, giusto il tempo di una foto con Sarah un autografo e due chiacchiere), hanno partecipato all’evento immortalando ogni emozione della giovane artista con fotografie e riprese, tutto sotto gli occhi del piccolo della famiglia Nile, Federico, a cui è spettato il compito della prova casco! Non sono mancate battute di spirito tra Sarah, Missia e tutti i presenti.


Anche chi, nel momento della consegna del regalo, non era presente, perché purtroppo per motivi di organizzazione dell’evento, è dovuto rimanere fuori, ha comunque “diritto” ai suoi minuti con la Deah, Quindi il flusso dei “fans”, presenti all’interno, viene fatto confluire verso l’uscita in collaborazione tra gli organizzatori e all’ormai fedelissimo gruppo di ragazze che sostengono la poliedrica napoletana.


Trattandosi di una location diversa da quelle che abitualmente ospitano le serate della Deah, l’orario di chiusura della mostra è per le 22:30


La nostra pittrice si addentra all’interno del salone, fino a sparire, per poi riapparire qualche minuto più tardi, nuovamente in tenuta sportiva.


Sarah insieme al suo agente Marco De Conno (persona veramente molto disponibile anche con i “fans”), levano i quadri dai cavalletti per portarli nel furgoncino antistante l’atelier.


Finalmente concluse le operazioni di “fine mostra”. Sarah esce, dopo i saluti, con gli intrepidi che ancora erano fuori ad aspettarla, e i ringraziamenti, la Deah va via, sotto una pioggia presente sin dal pomeriggio e per tutta la serata. Non sembrava proprio una giornata di giugno, anche se, la presenza di Sarah e il calore dei suoi “fans”, hanno mitigato ampiamente la giornata semi-autunnale!


lunedì 21 giugno 2010

IL CALCIO È DI RIGORE

Pochi giorni fa gli italiani se la ridevano per la figuraccia calcistica fatta dalla Francia, che incassando un pareggio e una sconfitta in 2 partite, molto probabilmente può dichiarare finito il suo Mondiale.
Ieri pomeriggio gli italiani hanno smesso di ridere dopo aver visto in campo la nostra nazionale! Che i campioni del mondo pareggiassero contro la Nuova Zelanda e grazie ad un calcio di rigore era del tutto inaspettato! Forse i giocatori hanno preso alla lettera la frase: "La partita contro la Nuova Zelanda sarà una passeggiata!" In effetti gli 11 titolari in campo non hanno fatto altro che passeggiare, non hanno dato spettacolo e non sono riusciti ad entrare in partita. Squadra sconclusionata e inconcludente.
L'Italia si presenta in campo con gli stessi giocatori schierati contro il Paraguay, fatta eccezione per il portiere Federico Marchetti che sostituisce l'infortunato Gianluigi Buffon. Rispetto però alla prima gara differisce il modulo: non più il 4-2-3-1, ma il 4-4-2.
E già al 7' la Nuova Zelanda si porta in vantaggio su palla inattiva. Errore di posizione della difesa azzurra e Cannavaro non riesce ad intervenire lasciando che Smeltz infili il pallone in rete. Va detto che il goal è in fuorigioco, però è inutile aggrapparci a questo, non abbiamo scusanti.
Gli azzurri per lo più sono inguardabili. Poca fantasia, la manovra è lenta e prevedibile. La partita è statica, sempre lo stesso schema: dalla difesa pallone lungo sulla destra, se tutto va bene cross in area e comunque nessuno che arriva al tiro! L'attacco italiano dov'è? Gilardino è isolato, non trova mai il pallone e non supera mai un contrasto. Iaquinta sembra muoversi un po' di più, ma manca di precisione e concretezza.
Gli spunti migliori sono dettati da un difensore Gianluca Zambrotta e le occasioni migliori dai centrocampisti Riccardo Montolivo e Daniele De Rossi. Ed è proprio quest'ultimo ad essere decisivo, come per la partita precedente contro il Paraguay, procurandosi al 28' un calcio di rigore per trattenuta. Iaquinta sul dischetto lo trasforma ed è 1-1.
Dopo il pareggio l'Italia si addormenta e forse anche i 16 milioni di spettatori davanti alla tv.
Nella ripresa Lippi cambia e finalmente presenta in campo 2 novità: Di Natale per uno spaesato Gilardino e Camoranesi per un includente Pepe. Il risultato non cambia e al 61' Pazzini fa il suo ingresso al posto del flop Marchisio.
Sebbene questi ingressi donino leggermente maggiore dinamicità al gioco, non c'è nulla da fare.
E così termina 1-1 il match i cui pronostici davano per super favorita l'Italia. Gli Azzurri saranno costretti a vincere la prossima partita (giovedì pomeriggio) contro la Slovacchia di Weiss per passare il turno e, a meno che la Nuova Zelanda ci faccia il favore di vincere la prossima contro il Paraguay, siamo destinati ad un secondo posto nel girone e ad un ottavo di finale contro l'Olanda. In caso di sconfitta contro la Slovacchia gli Azzurri torneranno a casa. Se dovessero finire pari, con identico punteggio, sia Italia-Slovacchia che Paraguay-Nuova Zelanda, solo il sorteggio deciderebbe chi accompagnera' il Paraguay negli ottavi.
Piovono critiche sul ct Marcello Lippi... Convocazioni sbagliate, modulo errato... E a tutto ciò l'allenatore risponde con la solita cantilena: "Non ho lasciato a casa giocatori ai primi posti della classifica per il pallone d'oro!" Certo è che giocare con una formazione prevalentemente juventina lascia grande perplessità. Ricordiamoci che la Juve quest'anno si è classificata al settimo posto in campionato...
Non convocare Francesco Totti, Antonio Cassano e Mario Balottelli è stato sicuramente un grave errore. Si sente fortemente la mancanza della loro fantasia, dei loro lampi di genio ed imprevedibilità. Manca un trequartista, ruolo fondamentale per creare la superiorità numerica in attacco e per aiutare lo sviluppo della manovra. Cassano o Totti (giocatori in grado di giocare alle spalle della porta) erano più che mai fondamentali.
Lippi preferisce un Marchisio schierato prima come trequartista poi da esterno sinistro del centrocampo con scarsissimi risultati, risultando il peggiore della Nazionale.
Un altro dubbio è dettato dalla posizione di Di Natale, capocannoniere del nostro campionato. L'attaccante dell'Udinese ha fatto centro ben 29 volte in 36 partite con la maglia dell'Udinese giocando da prima punta o al massimo in appoggio ad un centravanti. Lippi invece lo ha dirottato sulla fascia, con risultati poco apprezzabili.
C'è poco da commentare, unica cosa certa è che quest'Italia non è a livello mondiale. Colpa dell'allenatore? Colpa dei troppi stranieri nel nostro campionato e quindi del fatto che i vivai non crescano? Colpa dei giocatori poco motivati?
Ai posteri l'ardua sentenza!

venerdì 18 giugno 2010

...GRANDE RITORNO DI LUCIANO...


Il 2010: "Arrivederci, mostro!"
Ritorna Ligabue! Si è proprio così, finalmente è uscito un nuovo album di inediti ed il 26 marzo è stato dato il via alla vendita dei biglietti per un tour che si chiama “Ligabue stadi 2010” che partirà dal 9 luglio.
A gennaio 2010 infatti, il cantante ha rivelato ai suoi fan di essere al lavoro per pubblicare un nuovo album di inediti entro l'estate, e di progettare un nuovo tour negli stadi. Il lancio ufficiale del disco, inizialmente previsto per il 7 maggio è stato programmato per l'11 maggio 2010, stesso giorno in cui vent'anni prima uscì il primo album, LIGABUE.
Ma le sorprese non sono finite per i fans del cantante, infatti il 15 aprile 2010 è stato il Ligabue Day, ribattezzato Liga Day. Oltre 100 sale cinematografiche in tutta Italia hanno trasmesso il concerto live di Ligabue tenuto allo Stadio Olimpico di Roma nel 2008. La visione è stata anticipata da una diretta via satellite a schermi unificati, nella quale il rocker di Correggio ha regalato ai suoi fans un'intervista e l'ascolto in anteprima del nuovo singolo, Un colpo all'anima, in rotazione radiofonica dal giorno seguente ed estratto dal nuovo album Arrivederci, mostro!.

Ligabue in un'intervista spiega le motivazioni del titolo del nuovo album

" Ognuno di noi ha i propri mostri, i propri fantasmi si possono chiamare ossessioni, paure, condizionamenti, senso di inadeguatezza, aspettative e chissà in quali altri modi ancora. Sappiamo, però, che sono vivi e sono il filtro attraverso cui chiunque matura la propria, personale visione del mondo. Credo di conoscere abbastanza bene i miei "mostri", mi fanno compagnia da tanto tempo. Può darsi - prosegue il cantante - che sia anche per questa lunga frequentazione che ora, in questa fase della mia vita, mi sembrano meno "potenti" e "ingombranti". Alcuni di loro li ho affrontati in questo album ma era solamente per fargli sapere che li stavo salutando. Loro come tutti gli altri. So benissimo che sarebbe fin troppo bello che fosse un saluto definitivo. Infatti non mi sono permesso di dire: "Addio, mostro!" ma un più prudente e realistico: "Arrivederci, mostro! ".

Inolte, in occasione del suo 50esimo compleanno, 13 marzo 2010, è stato anche rilasciato il testo di Nel tempo, anche questo brano presente nel nuovo album.

A poche ore dalla sua uscita il primo singolo del nuovo album, Un colpo all'anima, è entrato direttamente al primo posto della classifica dei brani più venduti online su iTunes e ha debuttato alla prima posizione della classifica ufficiale singoli FIMI. Il nuovo album, dopo l'uscita, è al vertice delle classifiche degli album nei negozi e in download digitale.

Ecco quindi Ligabue tornare sulla breccia.
Quante sorprese, finalmente dopo lunga attesa, erano ormai 5 anni che il rocker non ci regalava un cd di inediti dall’ultimo “Nome e Cognome”.

Ed ecco tutte le date del tour LIGABUE STADI 2010 che girerà tutta l’Italia:

09/07 Roma Stadio Olimpico SOLD OUT!
10/07 Roma Stadio Olimpico
13/07 Firenze Stadio A. Franchi
16/07 Milano Stadio San Siro SOLD OUT!
17/07 Milano Stadio San Siro
20/07 Padova Stadio Euganeo
24/07 Messina Stadio S.Filippo
30/07 Salerno Stadio Arechi
02/08 Pescara Stadio Adriatico
07/08 Oristano Aeroporto Fenosu
04/09 Bologna Stadio Dall'Ara
11/09 Bari Arena Vittoria
16/09 Torino PalaOlimpico nuova data!

…e con un po’ di presunzione mi permetto di dire che ora siamo pronti per assistere ad uno spettacolo eccezionale, di uno dei cantanti Rock molto amato da gran parte del pubblico…

Pat

martedì 15 giugno 2010

PRIMA LE DONNE (..E che non sia solo un gesto di galanteria)


Sono più brave a scuola, hanno più titoli e di più alto livello. Lo si vede nelle statistiche, sui banchi di scuola, nelle Università. E poi che fine fanno?…. Non si trovano più. Non ci sono nelle posizioni di rilievo, né nei luoghi di potere, né nei luoghi della politica. Rimangono spesso e misteriosamente infossate nelle stanze della bassa manovalanza, del segretariato. In sostanza, le poltrone rimangono agli uomini e gli sgabelli alle donne. A parità, o superiorità di titoli di studio, fanno lavori meno qualificati degli uomini. Degli uomini sono pagate meno: in media, il 20% a parità di mansioni.
E in tempi di precarietà come gli attuali, le cose certo non migliorano. In Italia, la disoccupazione maschile è aumentata dello 0.8%, e per le donne dell’1.3%: sono le donne a essere messe per prime in cassa integrazione e in mobilità, e sono più le donne degli uomini ad avere lavori precari.
La precarietà è donna. Le nuove forme di contrattualistica, che impediscono persino di accedere allo status di lavoratore/lavoratrice sembrano fatte apposta per le donne in un paese in cui il lavoro principale in un nucleo familiare spetta sicuramente all’uomo. In un paese che smantella lo Stato sociale e chiede alle donne di occuparsi dei bambini, degli anziani, di assumersi il lavoro gratuito del ruolo di cura. In un paese in cui le donne faticano a fare carriera –guai a rimanere incinte!
La recessione economica dunque è e sarà per gran parte donna.
Lo smantellamento dello stato sociale tenta di riportare le donne ad assumersi gratuitamente i ruoli di cura, il sistema economico e la precarizzazione impongono alle donne di vivere in famiglia per supplire alla mancanza di garanzie e tutele sociali.La parità giuridica non ha comportato nessuna divisione del potere tra i sessi: oggi in Italia la stragrande maggioranza dei parlamentari sono uomini, sembra assurdo pensare ad un governo guidato da una donna, l'economia è praticamente tutta in mano ad uomini. La globalizzazione ha rafforzato un sistema sessista, escludente e patriarcale.

E nel Mondo…
Nei paesi poveri donne e bambine sostengono il carico maggiore di lavoro avendo accesso ad una minore quantità di risorse: sono le più povere, le meno assistite ed hanno un'aspettativa di vita più bassa. Nei paesi ricchi la situazione generale di precarizzazione del lavoro penalizza anzitutto le donne: essendo la disoccupazione di massa un elemento strutturale della globalizzazione, il lavoro precario è riservato agli uomini, il lavoro gratuito è assegnato alle donne. E in nome di una falsa emancipazione le donne sono usate come oggetti sessuali in televisione, nelle riviste, sui cartelloni pubblicitari: vallette, miss , mie care miss, sono le nuove forme di umiliazione della donna. La mercificazione del corpo femminile fa parte di una normalità subita acriticamente dalle donne stesse, anzi si impone come modello di realizzazione individuale.
Così precario tra i precari risulta anche è il corpo delle donne. Utilizzato quasi esclusivamente come carne da macello in gran parte dei programmi televisivi. Violentato tra le quattro mura domestiche: se lo stupro in strada fa notizia, il silenzio su quanto avviene in casa è invece assoluto, omertoso, coperto dall’ipocrisia del familismo. Strumentalizzato per varare provvedimenti razzisti, per sostenere che gli stupratori si riconoscono dalla nazionalità, quando sappiamo benissimo che lo stupro ha un genere, ma non un passaporto. «Prima le donne» dunque, non può e non deve essere una frase desueta della galanteria. Deve essere il monito che consenta di guardare alla situazione attuale con un’ottica più ampia. Per la politica, dovrebbe essere la categoria che consenta di riparlare di laicità, di Stato sociale, di autodeterminazione, di pari opportunità nel lavoro. Speriamo!
Fabrizio

venerdì 11 giugno 2010


THIS TIME FOR AFRICA

8 luglio 2006 ore 23: il cielo si tinge d'azzurro sopra Berlino, malgrado l'ora tarda.
11 giugno 2010 ore 14: sotto un cielo celeste, malgrado le non più rosee previsioni, parte il count-down per l'inizio del fenomeno sportivo più atteso.
La cerimonia di apertura dei Mondiali di calcio ha preso il via al Soccer City Stadium di Johannesburg, stadio con 94000 posti a sedere (la capienza però è stata ridotta a 85000 unità in occasione di quest'evento).
L'atmosfera è straordinaria: tempo di festa, suoni e colori! Il momento è storico visto il significato di aggregazione e integrazione. I volti dei spettatori inquadrati sono radiosi e sognanti.
Oltre 1500 partecipanti hanno dato vita ad uno spettacolo emozionante,rappresentando con balli e canti la storia, le tradizioni e i costumi africani.Alcuni teloni hanno poi rappresentato l'intero continente.
Sul maxischermo compare il trofeo del Campionato del Mondo e il suono delle "vuvuzela" echeggia nello stadio.
I colori e la musica sono stati i protagonisti assoluti di questa coreografia intensa ed emozionante. I colori caldi e intensi si sono susseguiti fino alla composizione di tantissime persone che sono riuscite a creare sullo sfondo dell'erba dello stadio il logo del Mondiale.
Momento di commozione e applausi scroscianti quando sui maxi-schermi compare la foto di Nelson Mandela, ex presidente sudafricano e premio nobel per la pace. La sua partecipazione, purtroppo, è stata impossibilitata da un lutto famigliare (la scorsa notte ha perso la pronipote in un incidente stradale).
Una fase della cerimonia è stata interamente dedicata alle squadre africane impegnate nella Coppa del Mondo. A seguire la rappresentazione delle bandiere delle 32 nazioni partecipanti, riprodotte attraverso tasselli colorati fatti muovere in modo da creare scritte che appaiono e scompaiono: una sorta di conto alla rovescia fino al momento zero.
L'omaggio musicale è ampio, dal toccante omaggio alla cantante Miriam Makeba, icona della musica africana scomparsa un anno fa, alla presenza del trombettista High Masakela.
Shakira, il cui concerto si è svolto ieri sera, ha l'onore di aprire e chiudere la manifestazione con il suo inno ufficiale Waka Waka, ormai divenuto tormentone.
La cerimonia è andata avanti per circa mezz'ora, concludendosi con l'esibizione dei jet dell'areonautica locale che hanno sorvolato l'area dello stadio.
Una piccola curiosità è legata al numero 11: oggi il nostro calendario segna 11, 11 sono le lingue e le etnie sudafricane, l'11 luglio ci sarà la finale.
E che le danze abbiano inizio, vinca il migliore!
Auguriamo a tutti un in bocca al lupo, sperando che questo evento sportivo possa essere occasione di impegno e possa permettere di riavvicinarsi ad una realtà lontana, non soltanto geograficamente.

giovedì 10 giugno 2010

UNO CHATEAU ( D'AX ) D'AMORE


Giovedì 3 giugno 2010 : Sarah Nile espone i suoi dipinti all’atelier Chateau d’Ax ( in Largo Augusto, zona centralissima del capoluogo lombardo ) per la tappa milanese del tour artistico itinerante, dell’avvenente e poliedrica 24enne, meglio noto come il “Nile’s Art”, a 3 settimane di distanza dal successo della tappa inaugurale in quel di Como.

Al seguito dell’evento il solito capannello di fedelissimi della “Deah” che come sempre riunisce gli angoli più impensabili della nostra penisola : il talento artistico, ma soprattutto le doti umane e morali di Sarah Nile trovano un riscontro senza bandiere, colori né fazioni, non esiste nord, né centro e né sud, la stima e l’affetto nei confronti di questa giovane donna è davvero universale e capace di andare oltre ogni stereotipo o pregiudizio.
L’orario ufficiale d’inizio della serata è previsto per le 18,30, ma già mezz’ora prima l’area antestante l’atelier viene velocemente gremito dall’entusiasmo crescente degli impazienti presenti.
A differenza della data inaugurale di Como, questo vernissage vedrà la presenza di un ospite veramente d’eccezione, la presenza sicuramente più gradita dalla stessa Sarah Nile e, senza ombra di dubbio, la più attesa dal popolo del sogno : l’indomabile Veronica Ciardi ! Questa volta ci sarà, niente e nessuno glielo impedirà, non ci sono né videochat né managment che tengano, spiacenti “caro” Casadei !
Quasi scontato dire che il circolare, in via ufficiale, della notizia della presenza della bella romana, ha indubbiamente fatto sì che il numero dei presenti aumentasse, non compromettendo comunque i toni della serata che rimarranno fortunatamente sempre civili, pacati e perfettamente in linea all’ormai celeberrimo “Nile-Style”.

Sarah Nile è puntualissima ed impeccabile come sempre ( chiamarla “Deah” non è di certo casuale ), com’è puntuale nei presenti il meravigliarsi sempre dinanzi a tanta bellezza : solita pelle perfetta, un viso splendidamente luminoso, i capelli raccolti in una treccia alla Lara Croft ( chi non la conosce alzi la mano ! ), un elegantissimo tubino color blu notte con spalline del reggiseno ( dello stesso colore ) in vista e scarpe col tacco alto dello stesso colore : un’unità mobile di rianimazione presente sul posto non sarebbe stata decisamente fuoriluogo ! Fine, elegantissima, sensuale e mai volgare : non è una sorpresa, ma è difficile abituarsi alla perfezione !

L’atelier si sviluppa su 2 piani : al pian terreno son esposti divani e vari altri articoli in vendita dalla Chateau d’Ax ( leader nel settore dei divani ed arredamenti casalinghi per i momenti di relax ), sulla sinistra appena dopo l’entrata principale parte una scalinata che porta al piano superiore che si snoda lungo una passerella. E proprio lungo questa passerella son esposti, su dei cavalletti, i dipinti di Sarah, e proprio lì resteranno per un’intera settimana, a disposizione degli amanti dell’arte.
Non appena l’atelier vien aperto al pubblico, tutti ben presto si riversano all’interno e in un attimo vanno a riempire l’atrio iniziale del negozio armati di macchine fotografiche d’ogni genere per immortalare la meravigliosa “padrona di casa”.

Dopo le interviste di rito ed i vari “doveri istituzionali” a cui Sarah deve adempiere in queste occasioni, la “Deah” si mette subito, come sempre con estrema gentilezza, accoglienza e disponibilità ( un plauso anche a De Conno e Riva che si dimostrano persone davvero affabili e dalle buone maniere ), a disposizione dei “fans” per far 2 chiacchere e concedere foto ed autografi, oltre alle solite litografie delle sue opere acquistabili ad un prezzo che confrontato al valore umano dell’artista, e di ogni cosa che prende vita dalle sue mani e dal suo cuore, è davvero un’inezia.
Tutti aspettano il proprio turno con pazienza, civiltà e tanto Nile-Style ( ovvio ! ) ed ognuno riesce a vedere e parlare con Sarah, cosa che genera in tutti i presenti un grandissimo piacere ed un’indescrivibile emozione, pur trovandola, in quest’occasione, stranamente tesa e un pò meno pimpante di come siam stati tutti abituati a conoscerla fino ad ora. Che fosse emozionatissima per l’arrivo della sua Vero che per la prima volta avrebbe visto le sue opere ? Lasciamo a voi ogni libera intepretazione…tanto la verità la sa solo Sarah !

Il flusso di gente viene gestito in maniera più o meno diligente ed “umana” in collaborazione tra gli organizzatori dell’evento e delle ragazze appartenenti ad un fedele gruppo di sostegno della bella napoletana. L’ordine “pubblico” comincia un po’ a vacillare ( in maniera comunque lieve, niente di preoccupante credeteci ) in coincidenza con il momento culminante della serata : l’arrivo di Veronica Ciardi ! Gli animi dei presenti si agitano perché ovviamente nessuno vorrebbe perdersi il momento dell’incontro tra le 2 ragazze, ma lo spazio è quel che è ed è contemporaneamente assolutamente necessario mantenere condizioni civili e di sicurezza massima per tutti i presenti. Certi criteri di “selezione” di chi riuscirà a salire 2 volte sulla passerella “dei sogni” risultano quantomeno discutibili…ma preferiamo sorvolare, le polemiche sterili non ci appartengono. Accadrà che non tutti riusciranno a vedere da vicino i teneri momenti delle 2 finalmente insieme, libere, serene e felici ( tra cui un bellissimo, dolce e caldissimo abbraccio cuore a cuore )…ma l’amore sprigionato dalle ragazze del “sogno” riesce comunque a superare ogni barriera ( e vetrina ) e a regalare a tutti i presenti dei momenti unici ed irripetibili che verranno rievocati sempre con immenso ed intenso piacere.
Vederle insieme così serene, distese e rilassate è un toccasana per tutti coloro che han assistito, Sarah Nile per prima che dall’arrivo della sua Veronica ritrova la scioltezza di sempre ed una personalissima pace dei sensi.

Per i presenti è quasi spontaneo ed immediato ripescare, nelle proprie menti, ricordi di un passato comunque piuttosto recente, rivedere quella magia palpabile tra le 2 ragazze : occhi che si cercano ( e si trovano )..mani che si cercano ( e si trovano )..corpi che si cercano ( e si trovano ) per fondersi e perdersi in caldi abbracci pieni d’amore puro..2 anime e 2 cuori che si cercano..ed inevitabilmente con grande naturalezza ed intensa spontaneità si trovano..per poi rimanere dolcemente intrecciati. Vero sa ancora entusiasmarsi e meravigliarsi come una bimba dinanzi alle qualità senza fine di Sarah; la “Deah”, dal canto suo, sempre protettiva ed un po’ materna nei confronti della sua tenera cucciola.
Descrivere, per chi non c’era, le sensazioni ed emozioni che aleggiavano diventa davvero difficile, in certi momenti bisogna proprio esserci per capire.

Non trattandosi di una location “mondana”, la chiusura del posto impone che il termine dell’evento avvenga ad un’orario un pò più “a modo” rispetto ad una qualsiasi discoteca e affini e così, mentre la sera s’abbandonava tra le braccia della notte, prima Veronica e poi Sarah son uscite dal retro e si son concesse il loro piccolo grande bagno di folla. Vero, sbarazzina e gioiosa, si scatena tra folli telefonate, battute, aneddoti e risate contornata dai suoi “angeli” e non solo; Sarah, finalmente distesa e sollevata, torna ad irradiare di luce tutto ciò che la circonda e partecipa divertita al classico coro “figa da paura sa” che spesso l’accompagna, regalando fanciullesche linguacce alla sua Vero : per qualche attimo, sprazzi di Extra1 ed Extra2 che i più nostalgici avran sicuramente rivissuto in luminosi flashback !
Una Sarah stanca, ma palesemente felice, si avvia verso la spaziosa auto che ospiterà lei, il suo driver, Vero e le altre persone del suo staff presenti, Vero “bimba capricciosa” le fa quasi perdere la pazienza intrattenendosi ancora tra i presenti a ridere e scherzare. All’ennesimo “Vero, andiamo” perentorio e dolcemente severo di Sarah, anche Veronica sale su quell’auto che le vede perdersi insieme nel cuore della notte milanese..serene, felici e da sogno..come piacciono a noi..e come, pensiamo e speriamo, piaccia soprattutto a loro.


ZEZIO'S GIRL & VINCE

mercoledì 9 giugno 2010

E IL PRIMO MINISTRO ORDINO'


Come tutti dovremmo sapere, in questi giorni è partita un'inchiesta sul possibile mancato allarme nei giorni precedenti il terremoto che colpì l'Abruzzo. Avvisi di garanzia, per ipotesi di omicidio colposo, sono stati inviati ai vertici della Protezione Civile, che partecipò il 31 Marzo 2009, quindi pochi giorni prima del sisma, alla riunione della Commissione Grandi Rischi......
Dunque andiamo per ordine, ipotesi di omicidio colposo che significa? semplicemente che i pm hanno individuato in quella riunione un vizio di comportamento, si ipotizza che c'erano gli estremi per dare l'allarme e così non è stato e di conseguenza chi aveva la responsabilità di decidere in tal senso, non ha attuato fino in fondo tutte le misure precauzionali del caso, ma attenzione si ipotizza, si presume non è un fatto certo, accertato, per avere la certezza si deve indagare e dalle indagini cosa potrebbe emergere? la certezza ossia la certezza che tutto si sia svolto in modo regolare oppure no. Il nostro ordinamento è basato sulla presunzione di innocenza, baluardo della democrazia: ciò significa che è da dimostrare la colpevolezza non l'innocenza (che si da per presunta!).
In poche parole: INNOCENTE FINO A PROVA CONTRARIA o colpevole oltre ogni ragionevole dubbio!
Perchè tutta questa bella premessa? beh c'è qualcosa che ho letto e non mi torna, qualcosa che collima con la mia idea di Istituzione, di Giustizia, di Costituzione, di Res Pubblica;
"La Protezione Civile non si recherà più in Abruzzo finché esisterà l'accusa di omicidio colposo". by Presidente del Consiglio italiano ( sic. ).
Inoltre aggiunge che ha dato disposizione agli uomini della protezione civile di non recarsi più nelle zone terremotate o di andare senza insegne o rendendosi irriconoscibili ( !?!?!?!? ) perché "qualcuno con la mente fragile rischia che gli spari in testa". ( sic. sic. ).
Mi sorge un dubbio: Signor Presidente ma lei quando giurò sulla Costituzione, pensava che fosse un giornaletto di topolino? No perchè l'art.2 della Cost. sui principi dei diritti inviolabili dell'individuo non è messo li tanto per esserci ( per chi non lo conoscesse: "La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale". )
La legge prevede il reato di omicidio colposo e se si riscontra l'ipotesi di reato si agisce secondo disposizione di legge seguendo la procedura indicata nell'ordinamento, questo vale per quel disgraziato che investe e uccide un povero passante, così deve valere per tutti
La legge è uguale per tutti! o almeno così dovrebbe essere..........
Il Primo Ministro è il garante dell'azione di Governo, quello che coordina le varie attività ministeriali, bene direi che già solo così avrebbe il suo bel da fare, non credo che sia così necessario inoltrarsi nei fatti che riguardano solo ed esclusivamente uno dei tre poteri autonomi della nostra Repubblica ( per chi non lo sapesse i poteri autonomi sono: potere amministrativo, potere legislativo e potere giudiziario.), il Parlamento legifera (il Governo approfitta del potere di legislazione delegata) i magistrati applicano, come vedete semplice e lineare.
Spero e mi auguro che queste dichiarazioni siano solo frutto di un enfasi momentanea, perchè in caso contrario che vi devo dire? come sempre forza e coraggio............

martedì 8 giugno 2010

AMORE CREA AMORE


Casualmente in una domenica pomeriggio calda e assolata, ho deciso di guardare un fim, uscito il giorno di natale, Hachiko: la storia dell'amore tra un uomo e un cane. Da amante degli animali le mie aspettative erano molto alte, non sono state deluse, anzi. Hachiko, di razza Akita, è un cane nato in Giappone, che per 10 anni nn smise mai di andare alla stazione dei treni ad aspettare l'uomo, purtroppo morto di infarto improvvisamente. Il cane nn si rassegnò mai per la perdita del proprio padrone, nessuno e niente lo riusci a tenere lontano da lì. Anche in Italia abbiamo una storia simile, a Borgo San Lorenzo, a Firenze; nella città toscana si erge la statua a Fido, un cane che aspettò per ben 14 anni il proprio padrone alla stazione delle corriere. L'elemento cardine che unisce queste due storie è la fedeltà, l'attaccamento ad un'altra essere, un sentimento che si trova dentro ognuno di noi ma che nei cani è più cristallino, nell'uomo meno. Il motivo, l'uomo è stordito dalla quotidianità, troppo intento a soddisfare i propri interessi, deve ogni giorno rispondere ad un mondo che ti chiede di produrre, di guadagnare e di arrivare se si può fino al cielo e oltre. L'umanità in questo modo perde un pò della sua essenza, le emozioni vengono meno, i veri valori sono trascurati. Manca il tempo per fermarsi a pensare, per sedersi in silenzio e fare autocritica. Alcune volte può mancare il coraggio. Guardando prima le facce stanche e provate dalla vita dei nostri anziani, dei lavoratori che ogni mattina corrono per le città, poi le facce sorridenti, speranzose dei bambini, il loro entusiasmo, la loro felicità per le piccole cose, la loro sorpresa per un gesto gentile, il loro amore per la vita, mi accorgo che nulla è perso siamo solo cresciuti, abbiamo solo dimenticato a volare, siamo un pò come i bambini perduti della storia di Peter Pan. Allora dobbiamo solo ricordarci come si fa ad aprire le ali, ad osservare come basta poco per tornare ad essere felici. Mettiamo da parte per un attimo le ricchezze, le belle case, le belle macchine, le belle cose che luccicano, torniamo all'amore che ci fa scaldare il cuore nelle giornate piovose e fredde della vita, amiamo chi ci sta accanto, accettiamoci nella nostra fragilità e torniamo ai valori dell'amicizia e dell'amore gratuito e del dare amore, senza aspettative, come fanno i cani de resto. un cane nn se ne fa niente di macchine costose, di case grandi o vestiti firmati, un bastone marcio per lui è sufficiente, a un cane nn importa se sei ricco o se sei povero, brillante o imbranato, intelligente o stupido, se gli dai il tuo cuore lui ti da' il suo. di quante persone si può dire la stessa cosa, quante persone ti fanno sentire unico speciale quante persone possono farti sentire strraordinario. Imapariamo da loro, vivremo meglio.

Coorki

lunedì 7 giugno 2010

sabato 5 giugno 2010

ITALIA...DALLE STELLE ALLE STALLE



L’italia dello sport festeggia in queste ore Francesca Schiavone ed è preoccupata per Valentino Rossi, campione amatissimo da tutte le generazioni, che é stato operato con urgenza e l'intervento è riuscito per ridurre la frattura alla tibia, lo stop previsto e dai 4 ai 6 mesi. Poco fa, la grande campionessa del tennis, Francesca Schiavone ha vinto il trofeo del Roland Garross, battendo l’australiana Stosur 6-4 7-6, una gara intensa, combattuta e di altissimo livello. Dopo 34 anni da Adriano Panatta, Francesca è la prima italiana a vincere un trofeo del Grande Slam, regalando emozioni incredibili. Tutta l’Italia era davanti allo schermo a tifare e a soffrire con lei, a sperare che la pallina non uscisse dal campo, il suo entusiamo era di tutti questa è la magia che solo lo sport è capace di creare. Invece, oggi al Mugello, la gara più importante che c’è in Italia, durante le prove libere, Valentino Rossi, tentando di agguantare il miglior tempo e posizionarsi domani in gara in pole position, è caduto e si è procurato la doppia frattura di tibia e perone. La disperazione del campione è stata quella di tutti i tifosi delle due ruote, la sua angoscia era anche di chi non segue le gare, perché in quei momenti non si guarda ai colori della scuderia o alla simpatia o alla antipatia verso un atleta, ma all'uomo. Valentino Rossi e Francesca Schiavone rappresentano l’Italia pulita che con il sudore, la fatica e la voglia di riuscire sono un esempio per tutti. Oggi Francesca è sul tetto del mondo, Rossi lo è stato per ben 10 volte e anche quest’anno si trova ancora lì davanti, a lottare contro a chi è più giovane di lui, a mostrare il proprio genio e la felicità in quello che fa. La stessa di quando per la prima volta é salito su di una moto. Il suo talento è unico e Valentino lo è. E' il talento e non le strade facili del doping o degli accordi sotto banco, come abbiamo visto nel mondo del calcio e del ciclismo, mescolato alla fatica e al sudore, che permette di raggiungere imprese incredibili e rende noi italiani orgogliosi di loro.

Coorki

venerdì 4 giugno 2010

ONORA IL PADRE


La violenza, anche se finalizzata a scopi educativi, "non può considerarsi lecita", ha stabilito la Corte di cassazione (16 maggio 1996)

Alzare le mani, imporre con la violenza l’autorità genitoriale, riversare con rabbia le proprie frustrazioni sui figli, minacciare, umiliare, facendo sentire il figlio sempre al di sotto delle aspettative è da sempre una piaga sociale forse troppo taciuta. Anzi senza forse. Non esistono percosse “lievi” o “innocenti”, qualsiasi violenza significa sempre un’umiliazione, un abuso di potere, e ferisce profondamente l’altro , rifiutandogli il rispetto della sua dignità. La violenza fisica e psicologica sui figli si presenta in genere come una reazione a catena che si tramanda spesso di padre in figlio. La ‘Mala’ educazione subita viene reiterata di generazione in generazione, come se fosse l’unica possibile e attuabile. Le conseguenze di tutto questo si protraggono per tutta la vita, poiché il corpo ha memoria come la mente, dunque tende a conservare dentro di sé l’esperienza dell’aggressività subita, aggressività che l’individuo adulto rivolgerà contro altri individui e forse principalmente verso i suoi figli. E ancor prima verso se stesso.Paura è la parola chiave. Paura di tutto. Paura di sbagliare. Paura di non essere all’altezza delle richieste del padre. Paura del castigo che lo aspetta al primo passo falso. Paura di amare. Paura di vivere. Soltanto paura. Le ferite della violenza gratuita - perché così è - benché mascherata dietro la parola ‘educazione’, ‘rispetto dei genitori’, non si rimarginano facilmente. L’umiliazione, la sottomissione all’abuso di potere di un altro, vuol dire privazione della propria dignità di essere umano, che ‘ridimenzionato’, ridotto all’ubbidienza, ‘raddrizzato’ al volere di un altro viene privato del proprio nome e del proprio io per diventare altro da sé. Per diventare ciò che il genitore ha pensato per lui e non ciò che invece intimamente si sente di essere, di diventare, di esprimere. Dunque lungi dall’educare, il ricorso alle ‘maniere forti’ risulta così come un’interruzione alla crescita, un’interruzione alla vita. A predominare è il terrore, che altro non è che una spinta a non esistere. A nascondersi. A chiudersi. A scomparire all’universo mondo e appartenere esclusivamente al sua carnefice che ne fa una cosa sua da plasmare a piacimento. E’ la legge del più forte. Della prevaricazione sul più debole. Passano i secoli, e la storia si ripete con una ferocia senza pari. Il ‘padre padrone’, che sembra evocare immagini ottocentesche in realtà ancora oggi, nel terzo millennio, appare come un fenomeno sommerso ma diffusissimo, quest’ultimi continuano a tenere in pugno i loro figli con violenze fisiche e psicologiche, sfogando su di loro la rabbia repressa negli anni, di chi forse a sua volta ha subito lo stesso trattamento. Tutto questo però non può essere più una giustificazione. Si può fare qualcosa? Io credo di sì. Le istituzioni possono fare qualcosa. La scuola può fare qualcosa. Ma si sa , abbattere l’ignoranza è la cosa più difficile al mondo. Ovviamente la prima cosa è sempre parlarne. Non tacere. Denunciare. Educare genitori e figli al dialogo, sradicare il concetto di ‘punizione’ che in questo paese, troppo spesso, trova ancora spazio e sostenitori.

“Verrà il giorno in cui l'educazione varrà quanto cento ministeri degli esteri" (T. Eliot)

Sotto riporto un’ intervista che ho fatto ad una persona che ha vissuto realmente sulla sua pelle la violenza che sopra ho cercato di analizzare attraverso le parole – sempre troppo poche e troppo fredde – per raccontare il dolore, la sofferenza, ma anche la voglia di riscatto, di tornare a vivere di chi ha subìto un torto, un abuso.
Saranno dunque le sue parole a dare senso alle mie.


Di solito nella vita di una persona adulta i ricordi d'infanzia, della prima giovinezza si identificano con i momenti più belli e spensierati che abbiamo vissuto. Nel tuo caso ci deve essere un capovolgimento quasi paradossale rispetto a questa percezione. Vuoi raccontare?

A differenza di chi ha avuto un infanzia felice o quanto meno equilibrata, chi ha subito il padre padrone, non può che identificare tutto il passato in un unica parola "inferno" e anche se ci sono stati dei bei momenti, vengono messi da parte, non si ci pensa con serenità ma con profonda amarezza verso qualcosa che poteva essere una costante piuttosto che sporadici momenti di "normalità" Sono una persona adulta che ha superato i 30 da qualche anno eppure ho ricordi nitidi dell'infanzia, le botte a mia madre e io che cercavo di mettermi nel mezzo per fermarlo, le botte a me e mia madre che si metteva nel mezzo e le prendeva anche leiposso citare due episodi tanto per rendere l'idea, quelli meno crudi ma che racchiudono in sintesi tutto quello che hai scritto in precedenzanoi avevamo il divieto di andare a giocare in camera ed era ancor di più vietato quando venivano a trovarci i parenti con i figli della nostra etàuna sera andai contro a quest'ultimo divieto e andai insieme a mia sorella e mia cugina in camera a giocare, quando se ne andarono mio padre si scagliò contro di me mi prese per un polso e mi gettò in aria, la mia mano andò a sbattere contro una cornice di vetro e mi tagliai, ancora oggi la cicatrice è li ben evidente, ma la cosa che più mi è rimasta impressa è la furia nei suoi occhi.....è sempre stato il suo sguardo in quei momenti e non riuscivo a capire il perchè.......per quanto riguarda il secondo ho sempre avuto la mania di smontare le cose e rimontarle, un giorno mi ero presa un accendino che non funzionava e lo smontai, lui se ne accorse e giù botte, mi fece sbattere la tempia sullo spigolo di un mobile me le diete di santa ragione e..........dopo 10 minuti mi guardò mi sorrise mi diede un bacio e mi disse: dai scendi giù a giocare.......io ero letteralmente sconcertata su questi due episodi posso dirti che ancora 10 anni non li avevo eppure già avevo notato il suo sguardo violento e pieno di rabbia, già provavo smarrimento e sconcerto, c'è chi giocava con le bambole e chi doveva essere una bambola............come vedi lo sconvolgimento dei ricordi non può che essere netto e profondo e piuttosto che ricordare e provare rabbia, amarezza, dolore, si preferisce, almeno per me è così, far finta di nulla, non parlarne o se proprio si deve, lo si fa con finto distacco per vergogna, si ci sente diversi rispetto agli altri e non può essere diversamente visto che è questo quello che ti hanno insegnato, diversi, inferiori, sottomessi, sbagliati, dove la propria personalità viene totalmente annullata.........

Quando si parla di violenza perpetrata tra le mura domestiche si pensa subito alla violenza fisica. Ma spesso è la violenza psicologica quella più difficile da superare. Quello che si ricorda maggiormente è la paura che un comportamentoviolento suscita nella sua vittima. E’ così?

Si è così, ma non solo......si ha paura di tutto, si ha paura di una reazione violenta da qualsiasi parte arrivi, che sia verbale o fisica poco importa in quel momento ci si sente spiazzati, bloccati si cerca in qualche modo di evitare lo scontro anche quando si è certi di avere ragione, anche quando magari il "pericolo" in quel momento arriva da qualcuno che nemmeno si conosce e quindi ipoteticamente si potrebbe pensare " non lo/la conosco che me ne frega" così non è assolutamente per quanto mi riguarda il terrore non proviene solo da quello che ho appena scritto su, ma anche e sopratutto ho paura di ferire gli altri, di essere violenta come lo è stato lui con me, di non riuscire a controllarmi, ho passato una vita a lottare con me stessa per non essere come lui, non volevo fare ciò che mi si faceva a volte non ci riuscivo e stavo male per i sensi di colpa, allora punivo me stessa, scaricavo su me stessa tutta la frustrazione e la rabbia e anche queste cicatrici sono ben evidenti.

Quello che meraviglia e sconvolge quando si sente parlare di violenza domestica è l'omertà, il silenzio che circonda le vittime. Ci si chiede se sia possibile non accorgersi di certe cose, soprattutto da parte di persone che hanno contatti quotidiani con noi. Cosa vuoi dire a tal riguardo?


Il silenzio è assordante tutti sanno, ma ognuno pensa alla propria casa, tanto i figli sono degli altri mica i propri che dormono sonni beati ,tutti si indignano ma nessuno interviene e io non ho mai capito il perchè, come si fa a far finta di nulla sentendo quelle urla? sentendo piangere disperatamente bambini innocenti?ancora oggi se sento un bambino piangere in quel modo mi sento morire, mi pietrifico ok ci sta l'ho subito so che si prova ma non dovrebbe essere umana pietà? e poi vogliamo parlare dei parenti che magari giustificano tutto questo? dicono: fa bene impara l'educazione..........alcuni istigano pure, incitano a darne di più perchè non bastano mai, per l'educazione questo ed altro! ma forse a pensarci bene in mezzo a tutti gli ipocriti ci stanno pure quelli che la pensano così ma non lo dico.....però la cosa che più mi fa sorridere è: hai da suonargliele? fallo pure ma non lasciare segni, e si i segni sono l'evidenza di una vergogna e sappiamo benissimo che la vergogna non si può guardare in faccia, ma tanto che problema c'è dopo un paio di giorni tutto torna nella normalità si può ricominciare.

Di solito nell'infanzia e nell'adolescenza si forma il nostro modo di relazionarci agli altri, la nostra capacità di esprimere i sentimenti. Cosa comporta un'infanzia violata nella nostra capacità di stabilire relazioni nell'età?

E’ un disastro. Non si trova un equilibrio, o si tende ad essere troppo remissivi o si tende ad essere troppo aggressivi o si ci chiude e via meglio non avere alcun tipo di rapporto, in quest'ultimo caso sopratutto perchè si è diffidenti, si ci sente fuori posto, hai sempre quella maledetta paura di sbagliare modi, tempi, parole, azioni, paura di essere giudicati o magari di non riuscire a spiegare i propri punti di vista si è continuamente in allerta per qualsiasi cosa, dici una parola e se la persona a cui la dici non ti da retta o fa una faccia un po’ così o se risponde un po’così, pensi: oddio ma che ho detto? ho sbagliato! e inizia l'ansia, la preoccupazione dell'eventuale errore, da piccoli si cerca di rimediare cercando di chiarire e se si ricevono rassicurazioni, non si ci crede perchè lo sbaglio è stato fatto ed è imperdonabile e ti viene la foga di recuperare sbagliando anche di più perchè non si da pace a chi ha subito il torto secondo noi, da grande impari a gestire da solo tutto questo, non cambia nulla, cambia solo che invece di esternare te lo tieni per te per non rompere agli altri e ad un certo punto si preferisce tagliarsi fuori magari si sei socievole ma mantieni distanze su distanze, ti nascondi, crei un mondo tutto tuo e difficilmente fai entrare qualcuno ma quando capita c'è il rischio di diventare asfissianti, ossessivi e ansiosi, ma questo capita a chi un equilibrio non riesce proprio a trovarlo, per chi come me supera questo grandissimo scoglio quando capita osserva in silenzio e cerca solo di proteggere solo e quando c'è un reale motivo altrimenti il rapporto è per quanto possibile normale, ma è anche vero che io nel mio mondo non faccio entrare praticamente nessuno perchè sto bene nella mia sfera intima, a me importa solo non provare ansia, sensi di colpa, star male eventualmente per una parola sbagliata, non lo do a vedere e credo che nessuno penserebbe a tutto questo conoscendomi e anche chi sa non lo sa nei minimi particolari, mi limito alla superficie come puoi ben vedere la tendenza è quella di chiudersi ma aggiungo ancora un particolare, che ci si chiuda, che si sia sottomissivi, che si sia violenti comunque non si è mai in pace perchè si vorrebbe essere il contrario di ciò che si è.

Cosa vorresti dire a chi oggi sta subendo la stessa violenza in silenzio?

A chi la sta subendo voglio solo dire di non sentirsi sbagliato, non è colpa nostra, non abbiamo fatto nulla per subire tutto questo, si c'è lo sbaglio ma non è la nostra vita, parlate parlate parlate, cercate aiuto, fatevi sostenere da qualcuno che può aiutarvi sopratutto psicologicamente, non tenetevi nulla dentro, è importantissimo che abbiate fiducia in voi e in ciò che siete, non perdete l'orgoglio e la dignità sempre a testa alta e sopratutto non perdete la fiducia negli altri, il padre padrone è possessivo, non vuol perdere il controllo di ciò che gli appartiene e vuole plasmare a sua immagine e somiglianza, non lo dovete permettere! prendete coscienza di ciò che siete fuori dalla famiglia, fuori dal suo controllo solo così riuscirete a trovare un identità vostra che appartiene solo a voi.

De Andrè cantò queste parole “ Dai diamanti non nasce niente dal letame nascono i fior”…E’ così? Si può tornare ad amare, a sognare, a credere ancora in un futuro migliore, senza dimenticare - perché non può essere dimenticato - le ferite ed il dolore?

Si ma solo se ci si crede, solo se si decide di sfidare se stessi e mettersi in gioco in tutto e per tutto si vive in una doppia ottica, da una parte l'istinto, dall'altra la ragionel'istinto puro porta a delle reazioni a delle decisioni dettate da ciò che è stato, quindi potrebbe essere qualcosa di violento, di aggressivo, di sottomesso, di paura ecc eccla ragione invece ti porta al cuore, all'anima, e ti porta ad un'apertura verso l'amore, a credere in un futuro migliore, a sognare anche, sai che tutto questo dipende solo da te e dalle tue capacità, non c'entra più nulla il padre padrone, si è solo con se stessi e la riuscita o il fallimento dipendono da noi, e potrà sembrare un controsenso ma anche il fallimento diventa una soddisfazione perchè non ti hanno fatto fallire gli altri ma è dipeso da te e di conseguenza anche questo è una libertà acquisitadunque si, si può senza dubbio credere in tutto ciò ma a differenza di chi, per fortuna, non ha subito tutto questo, bisogna lottare, lottare e lottare giornalmente e per tutta la vita ma ne vale la pena eccome, anche perchè significa che alla fine la vittoria è stata nostra, significa che nonostante tutto è stato battuto ad oggi i rapporti con lui sono cordiali, lo vedo poco ma a parte particolari momenti, non mi fa nessun effetto anzi è lui che mi prende in grande considerazione e intravedo anche rispetto per me ma è tardi comunque e non potrebbe essere diversamente.

giovedì 3 giugno 2010

Massimo Scattarella torna a parlare di Veronica Ciardi e Sarah Nile.. bisogno di ritrovare visibilità?


Massimo Scattarella, discusso protagonista del GF10, reo di aver proferito una bestemmia in diretta e per questo escluso dalla casa, dopo molto tempo torna a parlare di Veronica Ciardi e Sarah Nile, sulle pagine di Visto.
Esempio emblematico dell’ennesimo tentativo di uno dei “gieffini minori” di guadagnare popolarità rilasciando dichiarazioni sulle due coinquiline, ben più famose ed amate.
Ne potevamo fare a meno? Probabilmente si.
Lo Scattarella infatti era da tempo lontano dai giornali e dalla tv.. ma approfittando – immediatamente – del suo riavvicinamento a Veronica Ciardi avrà pensato bene di sfruttare al meglio la situazione per guadagnare qualche serata in discoteca o qualche salotto in tv.
Ribadendo i suoi sentimenti per la Ciardi, Scattarella farfuglia un confuso pensiero sul rifiuto della bella coinquilina romana, ricevuto prima nella casa e fuori poi. “Non è stato un due di picche (…) è stato un essere rifiutato ma non al cento per cento” ammette..

sarà stato un tre di bastoni allora?? Mah. Scattarella scegli pure la carta che vuoi, a nostro avviso il rifiuto della Ciardi è stato evidente e chiaro.

Non dimentichiamo infatti che il barese non ha MAI mancato occasione per ricoprire di insulti la sua “amata(???)” puntandole il dito ed accusandola di tutto il possibile, in diverse occasioni e contesti. Ci fa male ma è necessario ricordare che definire una ragazza una “pisciatura di femmina” intenta solo ad intrattenere la casa ed il pubblico con i suoi teatrini amorosi, non da l’idea di una dichiarazione di stima e.. amore.
Dalle pagine di Visto ammette i suoi errori confessando di aver proferito quelle parole solo perché spinto dalla rabbia. Ma la rabbia, si sa, fa uscire senza freni i nostri pensieri più profondi, nascosti e veri.. e tutto ciò collide con l’amore.
Da qui è facile pensare che le dichiarazioni dello Scattarella siano solo un tentativo di ottenere nuova visibilità. Il barese dimostra così di avere una gran dote, la furbizia. Ma i lettori son forse stufi di essere presi in giro. Le donne son stufe di assistere a pietose scene maschiliste subito giustificate dal maschil orgoglio ferito.

Questo è uno dei tanti commenti che si trovano sul web, sintomo della stanchezza dei lettori:

jorja (che ringrazio) "la sua mente è POVERA, la sua unica ricchezza forse è la furbizia....per me lui è e rimarrà sempre colui che definì (seppur in un momento di rabbia ma comunque ingiustificabile) una ragazza il cui unico "torto" era stato non assecondare i suoi ridicoli "rondò" amorosi (noiosi e poco credibili) una PISCIATURA DI FEMMINA. Agghiacciante. Punto e a capo."

C’è bisogno di maggior rispetto.

Torna a parlare con dispezzo anche dell’amatissima e bellissima Sarah Nile, accusandola di essere l’unica “colpa” di Veronica.
Ebbene si. La Nile ha avuto la colpa di difendere Veronica proprio dagli insulti di Scattarella, di metterla in guardia dai suoi valori maschilisti e di aprirle il cuore, permettendo alla romana di far conoscere la sua parte più tenera, dolce, vera, umana. Dall’ingresso della Nile nella casa, infatti, la Ciardi ha subito messo in disparte il barese. L’affinità elettiva delle due è stata così forte, intensa, vera, emozionante da far passare tutto e tutti in secondo piano. Questo purtroppo ha portato solo rancore nel cuore del barese. Rancore che dura tutt’oggi.
Ma le belle coinquiline, nonostante le insinuazioni della terza sorellastra di Biancaneve – ci piace immaginarlo così – continuano il loro Sogno, proteggendolo da tutto.. e tutti. In bocca a lupo ragazze.

C’è bisogno di maggior rispetto.. e di un bel parcheggio dove poter rosicare in pace.

Chiara Dèh

mercoledì 2 giugno 2010

A VOLTE RITORNANO (?) ...MA ANCHE NO!!!


La copertina di Visto mostra un'immagine di Veronica Ciardi e Massimo Scattarella (meglio conosciuto come 4 zampe peloso di piccola taglia) abbracciati, probabilmente trattasi di una foto scattata al compleanno di quest'ultimo!
Se la maggiorparte aveva capito che a questa pseudo-storia tra i due fosse stato messo un punto grande come una casa, be' c'è qualcuno che vuole affiancare al punto un "e a capo"!
Infatti il barese, che nella casa del Grande Fratello non si è distinto certamente per la sua affabilità e gentilezza verso le donne, dichiara: "Per un sì di Veronica io spaccherei il mondo!"
Per fortuna il mondo per ora può stare tranquillo, non sarà spaccato dal pitbull!
Veronica ha dichiarato proprio ieri durante l'intervista radiofonica a Radio Internazionale che in un futuro vorrà accanto un Uomo (la u maiuscola non è un errore di battitura), ribadendo che nella casa del Grande Fratello ha conosciuto soltanto mezzi uomini! Quindi Max fatti una domanda e datti una risposta! (cit.)
La cosa più esilarante è che il pitbull rincara la dose aggiungendo: "Ha sbagliato solo a credere in Sarah!"
Ed ecco che assistiamo a Scattarella alle prese con il suo hobby preferito: buttare fango sulla Nile!
Ma voi ricordate a chi appartengono queste parole famosissime: "Il Gf sono io!" ????
A quanto pare chi le ha pronunciate si è dovuto ricredere, visto che neanche è dovuta passare l'estate per cadere nel dimenticatoio. Raccontare a ruota libera i propri progetti, valori, emozioni ed ambizioni non sempre è sufficiente per assicurarsi un posticino nei rotocalchi; e allora giù la carta vincente: (s)parlare di Sarah, Veronica e tutto ciò che circonda loro! Anche un piccolo corollario sulle vere protagoniste del momento può bastare per attirare l'attenzione dei lettori!!!
Comunque cosa certa è che lo Scattarella ama farsi mandare al parcheggio dalla Ciardi, e anche questa volta siamo convinti che quest'ultima non ci deluderà. Sior Scattarella ma non le farebbe più comodo auto-parcheggiarsi definitivamente risparmiando a noi mortali le sue uscite che tutto sembrano fuorchè provenienti dal suo cuore???
E vai col toto-copertina, che le scommesse abbiano inizio! Chi si aggiudicherà la prossima? Gianluca Bedin potrebbe proporre a Sarah Nile un giro per il mondo a bordo della sua zattera... O Daniele Santoianni potrebbe rivelare il suo più grande sogno: recitare in un film affiancato da Jessica Rabbit in versione hot!!!
Per il momento aspettiamo domani per leggere l'intervista del peloso, e a voi diciamo forza e coraggio!

Endryh e Not

AZZURRI D'AFRICA


Poco più di 2 ore prima della scadenza imposta dalla FIFA per la consegna delle liste ufficiali, il CT Marcello Lippi ha diramato la lista ufficiale dei 23 azzurri che partiranno alla volta di Johannesburg ( Sud Africa ) per la spedizione mondiale che ci vede scendere in campo da Campioni del Mondo in carica ( o vi siete già dimenticati di com’era “azzurro” il cielo di Berlino il 9 luglio 2006 ? ).

Tutto è cominciato con una pre-lista di 30 giocatori dalla quale quasi subito son stati eliminati il giovane Candreva e l’eroe dell’ultimo mondiale Fabio Grosso, esclusione decisamente inaspettata questa giustificata così dal CT “non ho debiti di riconoscenza nei confronti di nessuno”…peccato…dispiacerà non rivedere un giocatore che ci ha regalato un sogno davvero…”grosso” !

Ieri sera, dopo una decina di giorni di ritiro in altura in quel del Sestriere, i 28 candidati son stati scremati fino ai 23 definitivi che andranno a difendere i nostri colori ed il titolo di Campioni.
Oltre ai prevedibili esclusi Sirigu ( portiere rivelazione del campionato ) e Cossu ( già esser arrivato fin qui è stata sicuramente una grande soddisfazione per il piccolo fantasista sardo ) tornano a casa il terzino del Palermo Cassani al quale è stato preferito il genoano Bocchetti ( forse il terzino rosanero era più utile alla causa visto che il binario difensivo di destra non è poi così coperto, Zambrotta ha 4 anni di più e Maggio non gioca in quel ruolo ormai da diverse stagioni ) e Giuseppe Rossi che paga una stagione poco brillante al Villareal ( peccato, perché il ragazzo è un vero talento, forse non ancora del tutto espresso ).
L’esclusione più eccellente forse è quella dell’attaccante rossonero Borriello che perde il ballottaggio con lo strepitoso Pazzini di questa stagione, che l’ha visto conquistare da protagonista i preliminari di Champions League con la Sampdoria, vista e considerata l’intoccabilità ( da parte di Lippi ) di Iaquinta, che a mio modesto parere vale meno sia del doriano che dell’escluso attaccante partenopeo.
Si salva Quagliarella, che pareva già con la valigia in mano di ritorno verso casa, e sale sull’aereo per il Sud Africa anche l’acciaccato Camoranesi che nonostante l’infortunio di ieri al ginocchio riscuote la piena fiducia di Lippi e dello staff medico, fiducioso per un pronto recupero in tempo per l’esordio del 14 giugno contro il Paraguay.

Questa la lista ufficiale con i relativi numeri di maglia validi per l’intera competizione :

1 Gianluigi BUFFON ( Juventus )
2 Christian MAGGIO ( Napoli )
3 Domenico CRISCITO ( Genoa )
4 Giorgio CHIELLINI ( Juventus )
5 Fabio CANNAVARO ( Juventus )
6 Daniele DE ROSSI ( Roma )
7 Simone PEPE ( Udinese )
8 Gennaro Ivan GATTUSO ( Milan )
9 Vincenzo IAQUINTA ( Juventus )
10 Antonio DI NATALE ( Udinese )
11 Alberto GILARDINO ( Fiorentina )
12 Federico MARCHETTI ( Cagliari )
13 Salvatore BOCCHETTI ( Genoa )
14 Morgan DE SANCTIS ( Napoli )
15 Claudio MARCHISIO ( Juventus )
16 Mauro German CAMORANESI ( Juventus )
17 Angelo PALOMBO ( Sampdoria )
18 Fabio QUAGLIARELLA ( Napoli )
19 Gianluca ZAMBROTTA ( Milan )
20 Giampaolo PAZZINI ( Sampdoria )
21 Andrea PIRLO ( Milan )
22 Riccardo MONTOLIVO ( Fiorentina )
23 Leonardo BONUCCI ( Bari )

Indubbiamente una nazionale molto operaia ed obiettivamente poco talentuosa ( lasciar a casa l’unico vero talento nazionale, ovvero Antonio Cassano, è una scelta quantomeno discutibile ). L’unico in cui si può sperare di aspettarsi qualche colpo di genio è Totò Di Natale, reduce da un’annata fantastica chiusa da capocannoniere del campionato di serie A con ben 29 gol in 35 partite. Sulle sue spalle la prestigiosa maglia numero 10, speriamo tutti, Lippi compreso, che si dimostri all’altezza e che sappia regalarci magie mondiali dimostrando di non essere un giocatore “provinciale” come certi critici sostengono.
Per il resto si punterà tanto sulla tenacia, la capacità di soffrire ed il grande cuore italico che già 4 anni fa fecero la differenza sul maggior tasso tecnico di altre nazionali che almeno in partenza avrebbero dovuto far di noi un sol boccone…ma noi tutti ricordiamo bene chi poi visse un’estate da sogno !!!

Bene ragazzi…tocca a voi 23 avventurarvi nel continente nero, buttar il cuore oltre l’ostacolo e provare ad entrare nella leggenda…per regalarci un’altra estate da ricordare ! Lottate e combattete fino all’ultimo…ricordatevi che rappresentate l’Italia e che…SIAMO NOI SIAMO NOI I CAMPIONI DEL MONDO SIAMO NOI !!!

IL RITORNO DI VERONICA


Fans, amanti e custodi (e chi più ne ha più ne metta) di Veronica Ciardi segnatevi bene questa data : martedì 1°giugno 2010, il giorno del ritorno di Veronica...quale Veronica ? La nostra Veronica !!! E chi ci permette di "assistere" a questo graditissimo "coming back" è la gradevolissima emittente radiofonica sarda "Radio Internazionale", stazione radio ascoltabile in rete (per fortuna) e che prende vita tramite la voce sempre simpatica, cordiale e competente della speaker Rita, che per la seconda volta intervista la nostra Vero con i suoi modi sempre garbati ed assolutamente godibili.
La prima cosa che si nota palesemente anzi che si percepisce all’orecchio è una Veronica in gran forma. Che dire, la signorina Ciardi ci mette poco anzi solo alcuni attimi a farci notare che è in forma smagliante rendendo il suo intervento a Radio Internazionale degno di fuochi d’artificio,infatti dopo i saluti con la speaker della radio la Ciardi inizia facendo il botto, precisando da subito con estrema tranquillità che non ha alcuna rivelazione da fare riguardante Sarah Nile a differenza di come il suo manager aveva precedentemente anticipato…da qui a mio modesto parere si delinea subito quale sarà il percorso di questa intervista. Questa presa di posizione palesemente contro la Casadei Managment ci manda del tutto in visibilio !!! E' di certo tra i segnali più forti e più positivi che Veronica riesce a trasmetterci in questa vivace e scoppiettante radio-chat...molti di noi aspettavano ormai da mesi di vederla "rialzare la testa" e dimostrare quella natura selvaggia ed indomabile che le è più propria...quella sana voglia di ribellione contro ogni invadente forma di controllo che può limitarne l'incontenibile voglia di esprimersi non al 100%...ma di più !
I concetti espressi sono molto chiari e semplici e per niente ambigui "Io e Sarah siamo libere di fare quello chevogliamo", "...tra noi non è finito un cavolo !" e "Io sono contro le etichette !"...il Ciardi pensiero ci piace ! Oggi come non mai anzi...oggi come ai bei tempi di cui si cominciava ad aver un pizzico di nostalgia.
Chi ha imparato ad osservare e percepire Vero, "surfando" le onde della frequenza più adeguata, oggi ascoltandola in questa radio-chat avrà sicuramente colto la sua dilagante e contagiosa serenità, una maggiore sicurezza e quella sana combattività che ha risvegliato in tutti noi il vivo ricordo di quella Veronica carica come una molla appena uscita dalla casa del GF10, lontana anni luce dai filtri di agenzie arriviste col "cuore" a forma di €...una Veronica decisamente più "nostra" che "loro". La Veronica di Sarah...la Veronica di Veronica...la Veronica di chi l'ha vissuta, vista, sentita e sognata in tutti questi magici mesi !
E come ignorare quei momenti in cui la cucciola ha preso il sopravvento ? L'involucro da drago che viene spazzato via dal suo prorompente cuore da bambina mentre parla delle sue amate gocciole, di tutta la cioccolata che riceve in regalo dai suoi "angeli" e di come si è sentita una principessa facendo anche solo pochi metri su di una carrozza trainata da 2 splendidi cavalli...impossibile ignorare tutto questo...impossibile non notarlo, impossibile non perdersi in un dolce sorriso nel sentire quella sua voce che si fa irresistibile strappa-coccole !
Insomma gente...potete riprendere a sorridere, il "paranoia time" is over, Veronica Ciardi is back !!!
( Speciali ringraziamenti ad Elena per la primissima parte della radiochat e a Zezio's Girl per i preziosissimi ed ispiratissimi suggerimenti )

AGGRESSIONE A ROMA DI UN GAY

Nella notte tra il 24 e il 25 maggio un ragazzo gay, all'uscita di un locale romano, é stato accerchiato e pestato, da un gruppo di giovani, quasi suoi coetanei. Ancora una volta, qualcuno si é sentito in dovere di umiliare e picchiare una persona, giudicata diversa e rea di amare persone dello stesso sesso. Diverso. Ognuno di noi lo é, perchè siamo unici e ognuno di noi si distingue vivendo secondo la propria coscienza, il proprio cuore e la propria testa. Mi rivolgo direttamente a chi si é macchiato di un atto così ignobile e codardo, in gruppo contro uno, se si é mai seduto e se si è mai accettato per quello che è, se ha fatto un percorso interiore per arrivare a dove è adesso. Vorrei spiegargli che cosa significa essere omosessuale e amare un altro dello stesso sesso è solo la punta dell'iceberg. Volente o nolente cresciamo in una tradizione dettata dalla cultura e dalla religione, che indicano cosa si deve e cosa non si deve fare, cosa é giusto e cosa no, e ne sei condizionato. E' spiazzante rendersi conto di provare emozioni per qualcuno del tuo stesso sesso, all'inizio cerchi di razionalizzare, provi a scappare, a non pensare, e non vuoi ascoltare il tuo cuore e lotti per mesi, magari per anni, e ti convinci che era solo un momento. Ma non puoi fuggire a lungo, perchè sei questo e allora il turbine di emozione e di felicità per aver capito e accettato come sei ti rende libero e felice. Vorresti gridare, urlare al mondo e la prima persona a cui lo riveli è un amico o un compagno di scuola a cui sei più legato e tremi per l'emozione ma sei anche sereno perchè il tuo amico lo conosci e lui conosce te, voi ridete e piangete per le stesse cose. Ma purtroppo alcune volte tutto cambia, può succedere che il tuo amico si vergogni di te, sia in imbarazzo, ti sfugga con lo sguardo, magari lo ritrovi insieme a chi ti schernisce, perchè quella è la strada più facile, perché magari ha paura di essere considerato come te. Quella notte che vi siete messi in tanti contro di lui, che lo avete aspettato nel buio, che magari era da tanti giorni che lo pedinavate, che da lontano ridevate se dava la mano ad un altro uomo, se si baciava con un altro uomo, alla fine come vi siete sentiti? Appagati, contenti per il bel gesto? Vergognatevi, avete usato la violenza perché é l'unica cosa che potevate fare, parlarci avrebbe significato mettervi a confronto, accorgersi che non avevate nessun argomento per controbattere, che le vostre vite sono vuote, senza affetti importanti e concreti, e che per questo ragazzo, guardando la vita in faccia, vi é superiore. Quando la sera siete tornati a casa, come avete fatto a guardarvi allo specchio, come avete fatto a dormire nei vostri letti senza sentire le sue urla, i suoi gemiti dentro la vostra testa, le vostre mani piene di sangue le avete lavate bene? L'unica cosa che puoi fare adesso é costituirti, essere meno vigliacco di quanto sei, prenderti le tur responsabilità, senza aspettare che ti trovi la polizia e che magari ti chiudano in una cella e buttino via la chiave per sempre. No, anzi aspetta, fa che lui un giorno camminando per strada ti riconosca, magari porti un orecchino o hai un tatuaggio, lui se lo ricorderà. Lo sai cosa farà, niente, ti guarderà in faccia e starà in silenzio, guardandoti negli occhi, usando solo indifferenza, quella che ti meriti, quella che vi meritate, gentaglia.

L'ITALIA del 2 Giugno..


L’Italia è una REPUBBLICA democratica fondata sul lavoro..è così che recitano i primi versi della Costituzione,quindi come tutti sanno ( o almeno si spera che tutti sappiano ! ) il 2 Giugno si festeggia e si celebra il ricordo della nascita della Repubblica italiana.

Infatti proprio in quella data ( per la precisione 2 e 3 giugno ) nell’ormai lontano 1946 ( con la devastante seconda guerra mondiale appena messa alle spalle ) il popolo italiano venne chiamato ad esprimersi, con suffragio universale(finalmente anche le donne andarono alle urne), per decidere del proprio presente e del futuro suo e delle generazioni a venire : proseguire il cammino di una nazione ancora giovane e fragile sotto la guida della famiglia reale dei Savoia o dare una svolta epocale e diventare una Repubblica ?

Come andò è cosa nota ( e chi non lo sa…torni sui banchi di scuola !!! ) : con un paio di milioni di voti di scarto la Repubblica si impose sulla Monarchia e i Savoia vennero immediatamente esiliati;come gli italiani, a seguito delle scelte monarchiche degli ultimi anni abbiano votato ancora per la monarchia, resta un grosso mistero! L’Italia venne dichiarata una repubblica il 18 Giugno 1946 e da quel giorno…indubbiamente la storia Italiana cambiò, si chiuse un capitolo e s’iniziò a scriverne uno del tutto nuovo !

Quello che forse non tutti sanno è che, in occasione di questa celebrazione, non si festeggia solamente sul territorio italico, bensì presso tutte le nostre ambasciate sparse per il mondo. Altra curiosità che potrebbe non essere a conoscenza di tutti è che prima che si insediasse la Repubblica, la festa nazionale italiana veniva celebrata la prima domenica di marzo come anniversario della concessione dello Statuto Albertino.

Il cerimoniale della Festa della Repubblica prevede che si tenga la tradizionale parata militare : la prima avvenne nel 1948 ed ebbe luogo ai Fori Imperiali a Roma.

Al mattino il Presidente della Repubblica depone una corona d’alloro al Milite Ignoto presso l’Altare della Patria, segue la parata militare alla presenza delle più alte cariche dello Stato. Nel pomeriggio le celebrazioni proseguono con l’apertura al pubblico dei giardini del Quirinale, la sede del Presidente della Repubblica, con esecuzioni musicali delle varie bande militari.

Ovviamente la Repubblica Italiana è rappresentata da uno stemma oltre che dal tricolore,in quanti però ne conoscono il significato?E’ formato da tre elementi: la stella, la ruota dentata, un ramo d’ulivo a sinistra e uno di quercia a destra. Vediamo di spiegarne il significato di ognuno; la stella è da sempre uno dei simboli d’Italia, già nell’iconografia del Rinascimento. La ruota dentata d’acciaio traduce figurativamente i primi versi della Costituzione ed è quindi simbolo dell’attività lavorativa. Il ramo di ulivo simboleggia la volontà di pace della nazione, sia interna che internazionale, mentre la quercia incarna la forza e la dignità del popolo italiano. Bello vero?!

A 64 anni di distanza dalla nascita della nostra Repubblica…gli italiani…sentono ancora loro questa “cosa pubblica” ( dal latino “res publica” ) o se ne sentono un pò privati ? Gli italiani credono ancora nei principi della Repubblica o son un po’ rassegnati ad un qualcosa che somiglia sempre meno a ciò che è descritto nei primi articoli della nostra Costituzione ? La Festa della Repubblica è l’occasione per rivisitare i simboli della nostra Patria, ma in quanti invece pensano a “rivisitare” luoghi,paesaggi e mete turistiche approfittando proprio di questi giorni di festa?E ancora…ma una Repubblica fa l’unità di un popolo?

La parola a voi ITALIANI…dite la vostra !

Zezio


martedì 1 giugno 2010

Chat, dintorni e..Contorni


Luca Casadei Management Annuncia un nuovo incontro tra Veronica Ciardi e i suoi fans, riproponendo la video chat che tanto fu disastrosa nel mese di aprile!Non si capisce il perché si voglia insistere su questa falsa riga, che probabilmente può andare bene per altri assistiti della Casadei management, ma sicuramente non per la Ciardi e i suoi fans che come è noto sono molto calorosi e numerosi.Veronica Ciardi è al centro dell’interesse di molti e attira a se consensi ma anche molte critiche, critiche che hanno causato il disastro di aprile, in quanto in mezzo a quel marasma non moderato e gestito da nessuno, come invece si dovrebbe, si sono contrapposti i più svariati schieramenti. Ciardini, nielini, sognatori dell’ultim’ora, spesso semplici provocatori, con in tasca la loro verità hanno creato un vero e proprio campo di battaglia ed una reazione a catena di isterismi che non ha consentito a Veronica Ciardi, di potersi esprimere al meglio. Quest’ultima sentendosi alle strette, e giudicata sommariamente si è messa sulla difensiva, senza riuscire a rispondere a chi invece era lì per Lei senza doppi fini, senza giudizi da esprimere, senza verità da diffondere. Sono, siamo finiti tutti dentro un calderone gridato di chi era più vero, più giusto, più oltre. E Veronica?

Dunque ci si domanda perchè la Luca Casadei Management ripropone oggi lo stesso schema, se la prima chat poco ha funzionato? Perché agitare ulteriormente gli animi di tutti, postando in piena bacheca che Veronica dirà “la verità sul suo incontro milanese con Sarah”? Argomento evidentemente sensibile a chi sostiene entrambe ed il sentimento che le unisce, qualunque esso sia? Perché l’uso (e l’abuso, a mio parere) della parola ‘verità’, come se quella che ci è stata raccontata fino ad ora fosse solo menzogna?A queste domande potrei rispondere che la Luca Casadei Management, fa il suo lavoro, segue un personaggio famoso, lo sponsorizza, lo getta sul mercato e guarda al vile capitale. L’importante è che se ne parli, bene..male, non importa. Sogni, sentimenti, valori non rientrano nel repertorio del Management, di nessun management! Tuttavia credo, che si possa dire che le modalità chat adottata per avvicinare Veronica ai suoi fans non ha funzionato, perché insufficiente, a raccogliere tanto l’amore incondizionato quanto il dissenso che Veronica suscita negli altri e la possibilità che si faccia di tutta un’erba un fascio è dietro l’angolo, anzi quell’angolo è stato ampiamente superato..Dunque perché non cambiare strategia? Perché non utilizzare altri strumenti più consoni ai carismi di Veronica, piuttosto che imbrigliarla in una giungla senza luce, dalla quale giustamente vorrebbe solo scappare a gambe levate?
Not e Fabrizio